Perché l'agenzia di viaggi non costa.

Correva l’anno 1994 quando Sabrina Ferilli fu protagonista di uno spot televisivo firmato Alpitour, qualcuno forse lo ricorderà.

Una giovane ragazza alle prese con il bucato scorge dal balcone una coppia di turisti che trascinano per le scale del paese, con evidente fatica, le loro valigie. Divertita dalla scena, di giallo vestita e con un magnifico sorriso, rivolge ai due la celebre domanda: “Turista fai da te? No Alpitour? Ahi ahi ahiii”

Uno slogan che è entrato nelle case di milioni di Italiani raccontando di viaggiatori dispersi nel deserto, passeggeri che perdono l’ultimo traghetto disponibile, famiglie rimaste in panne nel verde di un pascolo e coppie che si smarriscono per le strade di un’isola sconosciuta. Il messaggio è chiaro a tutti.

Sono passati 30 anni dal tormentone e l’arrivo dell’era digitale, quella delle prenotazioni a portata di click, ha profondamente trasformato uno dei settori più importanti dell’economia mondiale, il turismo.

Il progresso e la tecnologia hanno reso il viaggio accessibile a tutti. Smarrirsi per le strade non è più possibile grazie alle decine di app disponibili, così come è possibile rapidamente attingere ad informazioni sui servizi forniti da un hotel e testarne l’affidabilità grazie alle recensioni degli utenti.

Nel mondo del business travel abbiamo assistito ad una crescita esponenziale della mobilità internazionale con un’imprescindibile ricaduta mondiale anche in termini di opportunità di business. I viaggi d’affari, infatti, restano per un’impresa il migliore strumento per supportare le proprie iniziative commerciali e di marketing, saldare il networking, sviluppare nuove competenze e ampliare il proprio portafoglio.

Nell’ultimo ventennio, inoltre, l’avvento delle compagnie low cost insieme alla comparsa di centinaia di portali per le prenotazioni alberghiere on line hanno reso possibile a tutte le aziende, soprattutto quelle medio-piccole, l’accesso al viaggio fai da te.

Poi improvvisamente la pandemia, il caos, i blocchi. La confusione che porta con sé, oggi, l’emergenza Covid-19 in tema di viaggi è sicuramente senza precedenti.

Il complicarsi degli spostamenti, legato al continuo aggiornamento delle normative emanate dai governi, insieme alle difficoltà nell’ottenere una riprotezione o un rimborso e, più in generale, il difficile accesso alle informazioni utili per organizzare la propria trasferta, sono i motivi principali per cui le agenzie specializzate in business travel stanno assistendo in questi primi mesi del 2021 ad un aumento di richiesta dei loro servizi da parte delle piccole e medie imprese, ma anche da parte dei singoli professionisti che devono spostarsi per lavoro.

Quando si approccia per la prima volta ad un’agenzia specializzata in business travel il più delle volte la prima domanda è ma quanto mi costa? Che cosa sono le fees? Perché le dovrei pagare? Andiamo per ordine.

Le fees o più semplicemente diritti d’agenzia vengono applicate sulle prenotazioni della biglietteria aerea, ferroviaria, marittima e alberghiera. Si tratta di un importo che liberamente ogni agenzia può stabilire e contrattualizzare con il cliente. Una voce di spesa per il cliente che contribuisce attivamente al sostentamento dei costi di un’agenzia ma che soprattutto rappresenta il valore per l’assistenza che la stessa agenzia dà in caso di qualsiasi difficoltà. Per una variazione, una cancellazione, un imprevisto. Tempo dedicato da un professionista con il quale si ha un confronto personale senza dover attendere minuti infiniti al telefono con qualcuno sempre diverso e che sa consigliare la soluzione più adatta alle proprie esigenze di viaggio.

Un valore che si traduce in tempo e denaro guadagnati anche per l’azienda che decide di far gestire le proprie trasferte a degli esperti del settore. Quanto costa un dipendente che ha trascorso un’ora del suo tempo a cercare una soluzione per poter raggiungere la destinazione prevista mentre avrebbe potuto dedicarsi ad attività più redditizie per la sua azienda? E quanto costa quello di una segretaria che passa addirittura due ore per chiedere il rimborso di un biglietto? 

Le fees rappresentano una percentuale irrisoria della spesa viaggi e, se l’ agenzia fa il suo dovere prestando molta attenzione al cost-saving, sono irrilevanti rispetto ai risparmi ottenuti avendo accesso a tariffe scontate e convenzioni dedicate.
Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

TravelDesk

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